Artist Residence London sono dieci camere in un townhouse al 52 di Cambridge Street, sulla griglia residenziale che Thomas Cubitt tracciò a sud di Belgravia. Il piano terra è stato per anni un pub, il Clarendon, chiuso nel 2011, e la cantina sotto si legge ancora come tale. Justin e Charlotte Salisbury hanno aperto la casa nel settembre 2014 come terzo Artist Residence, dopo Brighton e la Cornovaglia, e da allora il gruppo ha aggiunto l'Oxfordshire e Bristol. Il nome è letterale. Il primo hotel di Justin era la guesthouse di famiglia a Brighton, che non poteva permettersi di ridipingere, così cercò artisti disposti a farlo in cambio di vitto e alloggio. La casa londinese porta opere originali alle pareti, e la MICHELIN Guide le assegna una Key.
Sette categorie: Small, Small Plus, Medium, Medium Double or Twin, The Loft, Club Suite e Grand Suite. Sotto le suite si distinguono per piano e per spazio attorno al letto più che per finiture. Le Small stanno al primo piano e sono piccole quanto dice il nome. Le Medium prendono il secondo piano, le Small Plus e le Medium Double or Twin il terzo. The Loft è nel sottotetto al terzo piano, con soffitto a falda e una vasca in stile francese anni Trenta nel bagno a vista. La Club Suite è art déco al secondo piano, con vasca roll-top e finestre su Cambridge Street, e la Grand Suite ha un letto a baldacchino, una vasca in ghisa e finestre a ghigliottina dal pavimento al soffitto.
Il punto è il piano terra. The Cambridge Street Kitchen è la sala all-day che l'hotel presenta come ristorante di quartiere, aperta ai non residenti oltre che agli ospiti, dalle sette e mezza nei giorni feriali per la colazione, da mezzogiorno per il pranzo e dalle sei alle nove per la cena, con il brunch nel fine settimana e il bar fino a mezzanotte il venerdì e il sabato. È cucina britannica, non un menu degustazione, e l'hotel non pubblica alcuno chef, quindi non prenotate per un nome. Sotto sta la cantina dei cocktail nel vecchio seminterrato del pub, insieme a una club room e a una sala per pranzi privati.
I compromessi sono strutturali. Non c'è ascensore e le camere sono distribuite su tre piani sopra il piano terra, quindi le stanze del terzo piano e The Loft significano una valigia su per tre rampe. La colazione di solito non è compresa, e l'hotel dice che l'eventuale inclusione è indicata al momento della prenotazione. Il servizio è leggero anziché completo, non c'è un banco concierge, e il piano terra lavora per la strada quanto per la casa. Non ci sono spa, piscina o palestra, e le tariffe restano comunque londinesi. Prendetelo se volete arte alle pareti, un bar nella vecchia cantina del pub e Pimlico fuori dalla porta, e lasciatelo perdere se volete essere accuditi.