Perché per Positano la strada è il mare
Positano guarda l'acqua, e così tutta la Costiera Amalfitana. I suoi paesi sono nati dove una gola arriva alla riva, con le case in pila sul pendio e le chiese rivolte al golfo, e per secoli la strada è stata il mare. Amalfi, venti minuti più avanti, fu una repubblica marinara tra il IX secolo e l'XI secolo, con navi che commerciavano con Bisanzio e con il Nord Africa. L'UNESCO ha iscritto la costa nel patrimonio mondiale nel 1997.
Da Napoli il battello fa il giro lungo, ed è questo il suo dono. Parte dal Molo Beverello, sotto Castel Nuovo, in un sistema portuale che nel 2025 ha contato più di 8 milioni di passeggeri sui collegamenti locali, e punta dritto attraverso il golfo con il Vesuvio isolato a est, alto 1.281 metri. Davanti c'è la penisola sorrentina, la fine dei Monti Lattari, la dorsale calcarea che separa il golfo di Napoli da quello di Salerno.
Per passare da un golfo all'altro si costeggia Punta Campanella, dove i Greci avevano un santuario di Atena e le navi di passaggio versavano vino in mare, e la Bocca Piccola, uno stretto largo circa 5 km con Capri sull'altro lato. Poi comincia l'altra costa: scogliere nude che scendono in acque profonde, i tre isolotti di Li Galli dove gli antichi collocavano le Sirene, e Positano, incontrata di fronte dal mare. Sopra corre la strada costiera, la SS163, che serpeggia per circa 50 km lungo le scogliere.













