Perché è una delle grandi traversate
Poche traversate concentrano tanto in meno di un'ora. L'Autorità di Sistema Portuale di Napoli e Salerno ha contato 8.029.308 passeggeri sui suoi collegamenti locali nel 2025, eppure la corsa per Capri non sembra mai un tragitto da pendolari. Le barche partono sotto le mura della città vecchia e in pochi minuti si apre tutto il golfo: Napoli che sale sulle colline alle spalle, il Vesuvio isolato a est con i suoi 1.281 metri, Ischia e Procida basse sull'orizzonte a ovest.
Davanti, Capri passa da sagoma grigia a roccia calcarea. A sinistra i monti della penisola sorrentina corrono fino a Punta Campanella e lì si fermano, e un canale di mare aperto li separa dall'isola. Avvicinandovi prendono forma le scogliere orientali. Qui Tiberio costruì le sue ville, dodici secondo Tacito, e la più grande, Villa Jovis, è ancora sul Monte Tiberio, a 334 metri sul mare all'estremità orientale dell'isola.
L'arrivo è il momento migliore. La barca entra a Marina Grande, un porto di case colorate sotto una conca verde di terrazze, con il Monte Solaro, il punto più alto dell'isola a 589 metri, che riempie il cielo a destra. Poi la funicolare vi porta su a Capri paese, e il golfo appena attraversato si stende sotto la Piazzetta.









