Perché la via lenta per Mykonos è quella giusta
Mykonos ha un aeroporto, e il volo da Atene dura 45 minuti. Il traghetto vi dà qualcosa che il volo non può dare. La rotta passa nel mezzo delle Cicladi settentrionali, e ogni isola che tocca è una versione diversa dell'Egeo.
Dal Pireo, il porto passeggeri più trafficato d'Europa con circa 20 milioni di passeggeri l'anno, i traghetti convenzionali fanno scalo prima a Syros. Ermoupoli, il suo capoluogo e il capoluogo delle Cicladi, sale su due colline una di fronte all'altra: su una la città ortodossa del XIX secolo, con i suoi palazzi neoclassici, e sull'altra la medievale Ano Syros, il quartiere cattolico, coronata dalla cattedrale fortificata di San Giorgio. Da Rafina le navi fanno scalo invece ad Andros, l'isola più settentrionale del gruppo, verde di valli e ruscelli.
Le due rotte si incontrano poi a Tinos, dove la chiesa della Panagia Evangelistria, costruita per un'icona ritrovata nel 1823, domina il porto, e le colline ospitano più di 600 colombaie scolpite. Trenta minuti dopo compare Mykonos, l'isola dei venti: bassa, spoglia e bianca, con i mulini a vento sul crinale accanto alla Piccola Venezia.
È anche una scelta pratica. I traghetti del mattino arrivano all'ora di pranzo o nel primo pomeriggio, e arrivate in coperta al sole invece che in un terminal. Con le tariffe di ottobre 2026, da 38 € a 53 €, avete da quattro ore e mezza a sei ore nel cuore delle Cicladi.









