Perché una linea di pendolari sotto il Vesuvio è uno dei grandi viaggi in treno d'Europa
La linea è breve e la storia che attraversa è lunga. Fuori da Napoli segue il golfo attraverso Portici ed Ercolano, con il Vesuvio che riempie i finestrini dal lato dell'entroterra; dopo Torre Annunziata sfiora il bordo di Pompei stessa, passa in galleria fino a Castellammare di Stabia e poi corre lungo le scogliere della penisola sorrentina fino al capolinea. Lungo il percorso serve tutte e tre le parti del sito UNESCO iscritto nel 1997 come aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata, sepolte dall'eruzione del 79 d.C.
La costruì una ferrovia che puntava da sempre a Sorrento. I treni elettrici correvano da Napoli a Valle di Pompei dal marzo 1905. Nel 1934 la linea fu spinta da Torre Annunziata a Castellammare oltre gli scavi, con una nuova stazione alla Villa dei Misteri che Il Mattino di Napoli descrisse decorata con pergolati e colonnati pompeiani. Chi andava a Sorrento cambiava ancora con un tram. I lavori sugli ultimi 12,5 km iniziarono nel luglio 1944, tra i danni della guerra, e il 6 gennaio 1948 la linea fu aperta fino a Sorrento; lo stesso giorno il vecchio tram di Castellammare fece la sua ultima corsa. Una rivista del 1947 l'aveva già definita la più poetica ferrovia turistica che ci sarebbe mai stata.
È affollata perché è utile: nel 2023 l'EAV stimava più di 15.000 passeggeri al giorno sulla linea di Sorrento, oltre due milioni dei quali visitatori nell'arco dell'anno. Dal 17 ottobre 2026 ogni treno è un direttissimo, uno ogni 30 minuti, e dieci nuovi treni ETR 300 si uniscono alla flotta.













